1985 07 Articolo: AZZURRA 2 HA MESSO LE ALETTE (Repubblica)

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Riportiamo il testo dell'articolo di Roberto Bianchin apparso su Repubblica l' 11 07 1985. Di seguito il link per visionare l'articolo completo https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/07/11/azzurra-ha-messo-le-alette.html

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VENEZIA - Ricomincia l' avventura di Azzurra. Il nuovo scafo che nell' 87 lancerà la sfida italiana all' America' s Cup sulle acque di Perth, in Australia, è stato appena ultimato in questi giorni in un cantiere di Casale sul Sile, vicino a Treviso, ed è pronto a scendere in mare. Il varo avverrà il pomeriggio del 25 luglio all' arsenale di Venezia, proprio nel luogo dove la Serenissima Repubblica costruiva le sue imbarcazioni, destinate a mietere allori e vittorie su tutti i mari del mondo. Insieme ad otto ministri, sulla banchina delle ancore del grande complesso militare, vi saranno tra gli altri Gianni Agnelli e l' Aga Khan Karim, soci dello Yacht Club Costa Smeralda dal quale è nata la sfida di Azzurra. Madrina della nuova imbarcazione, già battezzata Azzurra 2, sarà la Begum Salimah, consorte dell' Aga Khan. La nuova barca verrà finalmente mostrata al pubblico, che sarà ammesso al varo nel grande bacino dell' Arsenale, ma non interamente: lo scafo avrà infatti delle "mutande" che copriranno la nuova chiglia, fatta di un pezzo unico e secondo una nuova tecnica innovativa, che i costruttori non intendono far conoscere alla concorrenza. Azzurra 2, che assomiglia in modo marcato ad Azzurra 1 (il progettista è lo stesso, l' architetto romano Andrea Vallicelli) si differenzia però dal primo scafo per le soluzioni tecniche che sono state adottate. "Abbiamo proceduto attraverso due tipi di ricerca - ha detto Vallicelli - una strumentale per garantirci dei risultati di rigidezza adeguata, e una per un piano vela differente da quello precedente". Nei cantieri delle industrie Scardellato di Casale sul Sile, un paesino della provincia di Treviso, quaranta uomini stanno lavorando in gran segreto da quasi cinque mesi intorno allo scafo di Azzurra 2, agli ordini dell' ingegnere Marco Cobau, che aveva diretto i lavori anche della prima barca costruita a Pesaro, del progettista Vallicelli, del comandante Ricci e del timoniere Pellaschier. Il quartetto si apparta spesso in un isolotto sul fiume per discutere le innovazioni tecniche da introdurre: la più importante è la struttura della chiglia. Proprio grazie alle famose "alette" nella parte terminale della chiglia, due anni fa a Newport Australia 2 riuscì a strappare agli americani il trofeo che questi detenevano da centotrentadue anni. Ora sembra che le alette verranno adottate da quasi tutte le barche, ma la nuova Azzurra 2, che sta rinchiusa in un gigantesco hangar tutto dipinto di bianco, al riparo da sguardi indiscreti, dovrebbe essere dotata di soluzioni tecniche ancora più avanzate, probabilmente con una specie di sistema ad alette intercambiabili. "La nostra chiglia - ha detto l' ingegnere Cobau - si basa sulle ricerche e gli studi compiuti per la realizzazione di Australia 2. Il segreto sta nell' abbassare il baricentro grazie a una formula nuova che consenta contemporaneamente di diminuire la resistenza in acqua. Noi siamo partiti da quei presupposti per andare oltre, e con studi materiali nostri e americani abbiamo raggiunto un obiettivo che ci pone all' avanguardia rispetto a quanto è stato fatto dagli australiani".

di ROBERTO BIANCHIN

11 luglio 1985