2005 05Articolo: HOLLAND JACHTBOUW "CASSIOPEIA"

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HOLLAND JACHTBOUW "CASSIOPEIA"

Cassiopea, la madre di Andromeda, era la splendida regina etiope della città fenicia di Joppa, una donna fiera del suo apparire così come per la figlia, tanto da sfidare l'ira di Poseidone, affermando che il loro aspetto fosse più bello delle ninfe marine.


Per carità, non vogliamo seguire il suo esempio affrontando gli dei, però è innegabile quanto la Cassiopeia che vi presentiamo in queste pagine - oltre a essere un one off è anche il primo cimento del cantiere olandese Holland Jachtbouw nel settore dei superyacht a motore - rivesta un appeal tutto suo, in grado di evocare un'eleganza indubbia che scaturisce da forme classiche, senza tempo. Costruzione "dutch", quindi, e architetto statunitense, visto che a firmare il design di questa navetta in alluminio, appena più lunga di 32 metri, è stato lo studio Langan Design Associates di Newport, nel Rodhe Island. Due anime che risultano pienamente tangibili su questo scafo visto che, non appena a bordo, l'ospite viene accolto da ambienti arredati in maniera molto classica, dove a dominare sono le essenze di teak, e curatissimi sia sotto l'aspetto costruttivo, emblematico della qualità olandese, sia della piena fruibilità di ogni ambiente, che per il mondo del diporto americano rappresenta un vero e proprio "must". Saliamo a bordo da poppa, nel pozzetto interamente protetto dal sole grazie allo sviluppo del ponte superiore, in un'area caratterizzata dalla presenza di un godibilissimo divano a "C", che si sviluppa ben oltre la lunghezza dello specchio, e dove il pavimento è rivestito in teak, come accade per il resto del calpestio in coperta. Centralmente è stato posizionato un tavolo circolare con le relative sedie. La plancia poppiera non è molto estesa anche per agevolare la movimentazione delle due moto d'acqua che si trovano custodite in altrettanti garage posizionati lateralmente.

Entrando la barca propone subito il salone al quale è concesso parecchio spazio, visto che sfrutta l'intera larghezza dello scafo, e risulta arredato da un comodo living a sinistra al quale sono contrapposte due poltrone più un mobile atto a contenere un grande televisore al plasma, quest'ultimo completamente a scomparsa grazie a un meccanismo pop up. Il problema di separare quest'area dalla zona pranzo, che si trova sullo stesso livello, a pruavia, è stato brillantemente risolto con l'adozione di un mezzo ponte superiore, sul quale è stata realizzata la pilthouse, che di fatto separa i due ambienti. Il posto di pilotaggio è centrale, decisamente classico nell'impostazione e, sempre grazie alla soluzione del mezzo ponte, in grado di garantire un'ottima visibilità sia in rotta che in manovra. Alle spalle del cockpit, oltre all'accesso diretto verso il fly, troviamo un divano che rende l'ambiente accogliente anche per eventuali ospiti. Tornando alla sala da pranzo, questa è stata realizzata con una dinette a "L", accostata a babordo, servita da un tavolo in grado di accogliere otto commensali. Ancora verso prua è stata invece collocata la cucina, allestita minuziosamente e nella quale trova spazio anche una dinette utilizzata dai marinai come zona pranzo. L'area è collegata direttamente alla sottostante zona notte equipaggio, quest'ultima dotata di due distinte cabine, una matrimoniale e una con letti a castello, più un bagno.

A impegnare l'area centrale del lower deck ci pensa soprattutto la cabina armatoriale, full beam, al centro della quale campeggia il letto matrimoniale ma che vede anche la presenza di un lungo mobile, posizionato a sinistra, che integra uno scrittoio/vanity e parecchio spazio stivabile. A dritta, invece, l'allestimento è completato da un angolo conversazione arredato da due poltrone con tavolo basso. Fra questa cabina e la zona equipaggio si innesta un lungo volume - anch'esso utilizza l'intera larghezza dello scafo - in parte sfruttato dal bagno en suite in parte dal guardaroba, perfettamente agibile.

Procedendo verso poppa troviamo le due cabine ospiti, gemelle per volume ma allestite rispettivamente con letti affiancati e con matrimoniale centrale, anche in questo caso dotate di servizi propri.

Passiamo ora ad analizzare il flying bridge, accessibile oltre che dalla pilothouse anche dal pozzetto. Questo ponte è sfruttato in due distinte zone. Verso prua, dove troviamo anche la stazione di governo esterna, posizionata a sinistra, l'area è protetta da sole e intemperie grazie all'adozione di un hard top. Qui, proprio alle spalle delle poltrone per pilota e copilota, si sviluppa una dinette pranzo esterna con divano a "L", opposta a un mobile di servizio che integra grill, lavello, frigo e sufficiente spazio cambusa. Verso poppa il ponte diviene un vero e proprio sun deck, completamente sgombro, assolato e dotato di un allestimento ad hoc per gli appassionati della tintarella. Il restante spazio è stato sfruttato per alloggiare il tender, movimentabile grazie a un'apposita gruetta.

Dal punto di vista tecnico Cassiopeia si segnala per l'adozione di carena e sovrastrutture interamente realizzate in alluminio, con linee d'acqua da barca semidislocante che, grazie alla spinta offerta dai due MTU da 1.800 HP ciascuno e anche per la leggerezza della costruzione, garantiscono punte di velocità massima attestate attorno ai 27 nodi. Per ciò che concerne l'autonomia, questo motoryacht può percorrere circa 750 miglia alla velocità di crociera di 17 nodi.


  • SCHEDA TECNICA
  • Lunghezza f.t. m 32,02
  • larghezza m 6,08
  • immersione m 1,93
  • dislocamento a vuoto t 103
  • capacità serbatoio carburante l 18.000- capacità serbatoio acqua l 5.000
  • motorizzazione 2x1.800 HP MTU 16V 2000 M90.

Per informazioni: Holland Jachtbouw - Vredeweg 32b, 1505 HH, Zaadam, The Nederlands - Tel +31 (0)75 614 9133 - Fax +31 (0)75 614 9135 - e-mail: avdlinde@hollandjachtbouw.nl