2005 05 Articolo: GIANETTI YACHT NAVETTA G 24 S

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GIANETTI YACHT NAVETTA G 24 S

Dopo la furiosa corsa al primato della velocità che, a partire dagli anni '80, ha prodotto autentici mostri di consumo (interessanti sotto il profilo tecnologico ma assolutamente insulsi sul piano dell'economia di esercizio), il settore dei grandi motoryacht ha recuperato in saggezza.

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Perciò, quasi parallelamente alla nuova éra del raffinato slow food, che contiene in sé la proposta di recupero degli antichi sapori, ecco tornare alla ribalta i cabinati a dislocamento: non più commuter utili a collegare due waypoint - quello di partenza e quello di arrivo - nel più breve tempo possibile, bensì dimore galleggianti nelle quali vivere il mare secondo i suoi ritmi naturali, fatti di albe e di tramonti, di silenziose traversate e di placide soste alla fonda.

Vista con gli occhi dei cantieri, questa nuova domanda di mercato è, allo stesso tempo, allettante e impegnativa, poichè fare uno scafo dislocante non significa affatto sottopotenziare un planante: significa, piuttosto, sposare una filosofia progettuale completamente diversa e acquisire competenze tecniche specifiche. Nel corso di quasi trent'anni di attività, il cantiere Gianetti ha dimostrato in varie occasioni di possedere questo tipo di agilità, rendendosi pronto a seguire - e talvolta addirittura a condizionare - i nuovi orientamenti del mercato.

Perciò non meraviglia il fatto che la sua già importante gamma di cabinati si sia arricchita di ben tre navette, di 21, 24 e 32 metri.


Il modello 24 S si pone come punto di cerniera tra la categoria delle imbarcazioni e quella delle navi, presentandosi come un cruiser d'altura a lunga autonomia, capace di procedere ininterrottamente per oltre 1.500 miglia a una velocità di 12 nodi, con i motori - due Caterpillar C18 da 1.015 hp ciascuno - sotto carico per appena il 45 per cento. Se si pensa che in tali condizioni il consumo è di appena 140 litri l'ora, è facile comprendere come non sia il caso di forzare l'andatura per raggiungere i 16 nodi di velocità massima, che vengono pagati con un flusso di nafta più che raddoppiato.

Per quanto riguarda l'allestimento degli interni, questa navetta viene proposta in tre versioni standard così articolate: 5 o 6 cabine ospiti per la cosiddetta "bifamiliare"; 4 per la "classica"; una suite con salotto/studio, una "vip", una cabina ospiti e una per il comandante, per la versione "armatoriale". In tutti e tre i casi, sono presenti due cabine doppie per l'equipaggio, così come restano più o meno invariati anche i locali tecnici, come la plancia, la cucina, la sala macchine, i vani di stivaggio.

Una nota particolare va assegnata all'ampio salone dell'esemplare da noi visitato, esempio di sobria eleganza sposata alla razionalità. Qui, la suddivisione degli spazi è esclusivamente funzionale, con la zona pranzo composta da un tavolo tondo per sei commensali e un salotto a "L". Quasi a fungere da quinta, sul lato prodiero, un bel elemento consolle lascia spazio a due corridoi laterali simmetrici: quello di sinistra diretto alla cucina; quello di dritta diretto alla zona cabine.

Per quanto il comfort degli alloggi e dei vani comuni sia assai elevato, è facile immaginare che l'ambiente privilegiato per trascorrere le ore di navigazione - soprattutto durante la bella stagione - sia rappresentato dal flying bridge. In realtà si tratta di un mix di ciò che, sulle navi da crociera, viene chiamato ponte-lance e ponte-sole: un'ampia superficie aperta, lontana dal rombo sommesso delle macchine (in questo caso, davvero contenuto), sulla quale la vita di bordo può essere vissuta nelle sue più svariate forme.

E, anche in questo caso, la separazione della zona ospiti dalla zona tecnica - costituita da una stazione di guida leggermente sopraelevata - è più virtuale che effettiva, riproponendo quello stesso senso di spazio che si respira sottocoperta. Sempre dal punto di vista architettonico, è interessante notare che la plancia interna - di chiara impostazione professionale - è posta a quota intermedia tra il ponte di coperta e il fly, proprio lungo il passaggio che dal primo conduce al secondo: ciò che consente al comandante di avere un immediato accesso alle zone operative più importanti dell'imbarcazione. A questo proposito, notiamo la presenza di due piccole stazioni di manovra (dotate di leve per gli invertitori e joystick per l'elica di prua), poste in posizione strategica: una, all'estremità poppiera del fly; l'altra, estraibile, in un'intercapedine del pozzetto.

  • SCHEDA TECNICA
  • Lunghezza f.t.: m 25,5
  • Larghezza massima: m 6,5
  • Immersione alle eliche: m 1,55
  • Dislocamento a vuoto: Kg 60.000
  • Dislocamento a pieno carico: Kg 80.000
  • Motorizzazione: Caterpillar C18B
  • Potenza complessiva installata: HP 1.015 x 2
  • Velocità massima: nodi 16
  • Velocità di crociera: nodi 14
  • Capacità serbatoio carburante: da 18.000 a 24.000 litri
  • Capacità serbatoio acqua: da 1.800 a 3.000 litri


Per informazioni: Cantiere Nautico Gianetti,

via Fosso Guidario,

55049 Viareggio.

Tel. +39 0584 384655,

fax +39 0584 392335.

Sito Web www.gianettiyacht.com;

e-mail info@gianettiyacht.com