2011 11 Articolo: CARLO SCIARRELLI, UN’INTERVISTA-RICORDO A CINQUE ANNI DALLA SUA MORTE (RITAGLIO)

Da NAUTIPEDIA.

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SCIARRELLI: 40 ANNI DI PROGETTI Carismatico, geniale, corteggiato, un po’ burbero e apparentemente scostante. Sicuramente unico. Quando espone un concetto tutti si fermano ad ascoltarlo e ogni suo parere diventa subito uno “Sciarrelli pensiero”. E’ Carlo Sciarrelli, triestino, da quarant’anni sulla breccia nel settore della progettazione navale di scafi a vela rigorosamente classici. Già vent’anni fa, durante una conferenza di Olin Stephens in Sardegna e a testimonianza di quanto la sua fama fosse giunta oltreoceano, l’architetto americano lo riconobbe fra il pubblico e gli andò incontro per discutere con lui di barche e progetti. Lo abbiamo incontrato poco tempo fa in occasione del varo del cutter di 15,50 metri Tiziana IV, il suo 137esimo progetto costruito interamente in legno dal Cantiere Navale Alto Adriatico di Monfalcone.


Sciarrelli, com’è nato il progetto di Tiziana IV? Tutte le barche del mondo nascono come variante di una barca base. Anche Tiziana IV non è sfuggita a questa semplice regola: è la variante di Tiziana III, un altro mio progetto costruito dal Cantiere Foletti di Riva del Garda e al quale ci si è ispirati per costruire quella nuova. A sua volta Tiziana III è nata come variante del Tiziana II. Tutti gli armatori vogliono una barca che non perda ciò che hanno già e quella nuova deve essere come la vecchia, con in più qualcosa.

Qual’era il tema principale? Doveva essere come la precedente, ma in versione ‘coupè’, meno pacioccosa, un po’ più bassa e leggera in proporzione, più invelata, con un dislocamento più ridotto e distribuito più in lunghezza che in larghezza. Si ricorda di Tiziana III alla Barcolana del 2000, per intenderci quella con 60 nodi di vento? La ricordo bene, a bordo c’ero anch’io. La Barcolana non è la Coppa America però in quella occasione ho avuto più conferme di quante ne abbia apprese in tutta la mia vita di progettista. Le barche che ti intimidivano, per intenderci quelle nuove, ipersponsorizzate, apparentemente irraggiungibili e inseguite dai fotografi, sono state spazzate via da quel colpo di vento. A centinaia andavano alla deriva senza riuscire a rimontare il vento, con il boma in acqua e gli equipaggi aggrappati dove potevano. Ecco, in quella occasione è intervenuta una specie di “giustizia divina” contro la retorica che accompagna tutti questi scafi nuovi. Con Tiziana III abbiamo semplicemente ridotto la velatura e proseguito a 7-8 nodi di velocità. E’ stata una gloriosa giornata di vela e di festa, attorniati da ritiri e desolazione. Tiziana IV non ha la poppa a cuore. L’associazione “Sciarrelli-poppa a cuore” ritengo sia stata un’invenzione giornalistica. Sui quasi 140 disegni della mia vita quel tipo di poppa comparirà in neanche 10 progetti. A giudicare dalle barche in circolazione sembrerebbe molto di più. Sì, perché molte sono repliche derivate da stampi che finiscono chissà dove per rispuntare improvvisamente all’interno di cantieri che ricostruiscono, assemblano, modificano per poi immettere sul mercato le cose più strane.... (continua)