2011 11 Articolo: Cantieri di Lavagna all'asta con la formula dello «spezzatino»

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Articolo de : sull'asta fallimentare dei CANTIERI DI LAVAGNA testo:

Cantieri di Lavagna all'asta con la formula dello «spezzatino»

Raoul de Forcade03 novembre 2011 IN QUESTO ARTICOLO

Argomenti: Imprese | Ceccarelli | Gavio | Cina | Taelim | Maddalena Dal Moro


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GENOVA I compratori cinesi non pagano e Cantieri navali di Lavagna, l'azienda ligure che costruiva i superyacht di lusso Admiral, va all'asta con lo spezzatino degli asset. A cominciare dal marchio, che viene messo sul mercato con un prezzo base di 2,37 milioni. Una fine ingloriosa per la società che faceva capo alla famiglia Ceccarelli ed era una delle realtà di punta della nautica italiana. Ed anche una beffa visto che, fino all'ultimo, si è tentato di salvare l'azienda da questo destino e pareva che l'operazione fosse riuscita nel momento in cui sono spuntati agguerriti e facoltosi (sembrava) acquirenti cinesi. I quali, però, si sono rilevati tutt'altro che affidabili. Ad affondare Cantieri di Lavagna è stata la crisi mondiale del 2008 e 2009, che ha condotto l'azienda a portare i libri contabili al tribunale fallimentare di Milano. L'obiettivo del curatore, Maddalena Dal Moro, era vendere l'azienda nella sua interezza, trovando un compratore disposto a far risorgere il cantiere. La società è quindi andata all'asta una prima volta, partendo da una base di 1,8 milioni; e, nel dicembre 2010, dopo una partita al rilancio tra diversi concorrenti, fra i quali il gruppo Gavio, che ha rinunciato per ultimo (arrivando a offrire 13,1 milioni) è stata aggiudicata, per 13,15 milioni, a Nauticstar, società del gruppo Taelim di Qingdao, supportata dallo studio di yacht design Proship di La Spezia. Gavio, in seguito, ha acquistato i cantieri Cerri e sta acquisendo Baglietto per 18,5 milioni. I compratori cinesi di Admiral, viceversa, a dispetto della fidejussione sottoscritta, non hanno pagato il saldo entro i tempi stabiliti. Il tribunale ha così optato per un'altra asta, svoltasi nel maggio del 2011, con una base, stavolta, di 13,1 milioni. All'appuntamento si è di nuovo presentato il gruppo cinese, sottoscrivendo una nuova fidejussione, pari a 1,3 milioni di euro. Il cantiere è stato quindi assegnato per la seconda volta allo stesso soggetto che, nuovamente, non è riuscito a pagare entro i termini fissati, perdendo l'intera somma messa a garanzia. Un fatto sorprendente che porta a smitizzare la capacità della Cina di essere incisiva nel salvataggio di aziende del made in Italy, per lo meno in un settore di nicchia come quello della nautica di lusso. Per Cantieri di Lavagna il tribunale ha fissato l'asta senza incanto dei 16 lotti che compongono tutti gli asset dell'azienda per domani, venerdì 4 novembre (le offerte sono aperte sino alle ore 12 di oggi). In vendita sono, tra l'altro, il marchio Admiral (base d'asta 2,37 milioni); un magazzino compattabile (prezzo minimo 222mila euro); una piattaforma di alaggio (60mila euro); sei scafi semilavorati (in lotti che vanno da 770mila a 10mila euro).