2011 11 Articolo: Scappo dalla citta! Anche gli italiani si scoprono marinai

Da NAUTIPEDIA.

http://www.giornaledellavela.com/content/html/index.php?s=Scappo_dalla_citta_Anche_gli_italiani_siNon_sono_solo_i_francesi_ad_avere_le_palle_per_fare_queste_cose_E&page=nodeDetail&idRecord=14816

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Scappo dalla citta! Anche gli italiani si scoprono marinai [pubb.: 2011-11-17 15:50:03]

Alessandro, Lucetta e la piccola Blu. Non sono solo i francesi ad avere le palle per fare queste cose. E sicuramente per mollare tutto e andarsene a spasso per il mondo con una figlia piccolissima ci vuole davvero tanto coraggio e tanta voglia di avventura. Ma questo è ciò che hanno deciso di fare Alessandro, Lucetta e Blu, la loro biondissima bambina. Dall'Italia ai Caraibi su Isola Bianca II, un cutter di 15 metri dallo scafo in acciaio bello tosto, come i protagonisti di questa storia, capaci ancora di trasmettere brividi quando raccontano come tutto è iniziato... Non ci credete? Leggete voi stessi e, come dice Alessandro: "Coraggiosi siete voi a restare!"

Video: Blu timona per la prima volta


Video: Blu all'winch su ISOLA BIANCA II


Mollo tutto e me ne vado a vivere, ovvero come germoglia l'idea di diventare dei marinai Dal blog di Alessandro "Spesso la parte più lunga di un viaggio è la porta. Quando racconto il nostro progetto a qualcuno mi sento rispondere che ci vuole coraggio a solcare gli oceani in barca da soli. Ma credo profondamente che il rischio non sia maggiore di quello che corriamo percorrendo migliaia di chilometri in macchina o della delinquenza, terrorismo o malattie da inquinamento e stress: coraggiosi siete voi a restare! Ma in realtà di coraggio ce ne vuole molto, non per solcare gli oceani (...) ma per mollare tutto ciò che di bene o male abbiamo costruito, per cui abbiamo sudato e lottato, in pratica abbandonare quello che siamo e diventare qualcosa d'altro che non conosciamo! Ci ho pensato tante volte all'inizio avevo momenti in cui mi spaventava.. ho dovuto razionalizzare il sogno!"

Chi siamo? "Alessandro&Lucetta sono due persone come tante che vivono in una città come tante e che fanno un lavoro come tante e che hanno una passione,la vela, come tante. Ma un giorno si sono chiesti se volevano anche una vita come tante. La risposta è stata no!. Riteniamo che la società in cui vivamo sia molto ma chieda molto, forse troppo! Possibilità alternative esistono, basta cercarle, desiderarle e iniziare a costruire il proprio sogno. Eccolo: abbiamo pensato che il luogo più bello dove vivere sia il settimo continente! Ovvero il mare".


Perché nasce l'esigenza di partire? "Quando ho iniziato a sciare da piccolo la mia prima preoccupazione era stare in equilibrio... scivolavo sulla neve ma la mia unica preoccupazione era stare in in piedi... non guardavo nulla oltre la punta dei miei sci, potevo essere a Cortina o sulla montagnola del parco, in quel momento era la stessa cosa. (...) Un giorno il mio maestro mi disse di smettere di guardare la punta dei miei sci ma alzare lo sguardo ed evitare le cunette e i pericoli. Solo allora mi sono sentito sicuro e ho cominciato a godere di ciò che mi stava intorno".

"Forse lo sguardo ho cominciato ad alzarlo quando è morto mio padre, ad un mese dalla pensione. Sino ad allora guardavo la punta dei miei sci... la scuola, il liceo, la laurea poi il lavoro... ma se alzavo lo sguardo? Davanti una lotta per la carriera, per il guadagno, tanti problemi e preoccupazioni, forse una famiglia (...), certo anche soddisfazioni e gratificazioni, ma a quale prezzo... Beh questa pista che vedevo non mi piaceva più! È iniziato come un piccolo germe, mi sono cominciato a chiedere se ero sicuro che quella fosse l'unica via per spendere la propria vita o semplicemente quello che la nostra società ci addestra a credere fin da piccoli.. oggi sono certo che ci siano alternative e che si debba dedicare almeno una parte della vita (che non sia la pensione a 70 annni!) a ritrovare noi stessi, tornare padroni della nostra vita facendo ciò che amiamo con le persone che amiamo, utopia? Credo che nascondersi dietro la parola utopia sia la scusa per non lottare per realizzare il sogno in cui si crede". Alessandro

La barca e le sue caratteristiche: Isola Bianca II "Quando l'abbiamo vista per la prima volta sull'invaso a Monfalcone abbiamo subito capito che era lei. Un robustissimo scafo in acciaio che solo il genio del suo disegnatore Carlo Sciarrelli, l'abilità del cantiere Zennaro e l'amore e la cura del precedente proprietario Angelo Preden potevano rendere così elegante. Quasi regale, una vera Signore del Mare".

"La barca in acciaio è molto diversa da quella in vetroresina. Riflessione banale ma che nasconde tante verità. Quando dissi ad Angelo Preden i miei timori per il problema della ruggine lui mi rispose laconico:"ci sono persone adatte ad avere barche in ferro altre no!". Subito non capii cosa voleva dire ma come spesso accade bisogna lasciare sedimentare le parole delle persone saggie e un bel giorno dici "ecco cosa voleva dire!"


"La barca in ferro è la più robusta, facile da riparare, economica, facile da gestire ma bisogna spogliarsi dalle abitudini mentali della vetroresina dove lo scafo è l'ultimo dei problemi. La barca in ferro ti insegna che il guscio che ti separa dal mare è la tua casa e la tua vera salvezza e quindi deve essere il primo dei tuoi pensieri! Questo guscio deve essere curato e mantenuto attentamente e se le cose vengono fatte bene, con cura non ti tradirà mai!"


La barca Isola Bianca II è una barca con meravigliose linee d'acqua, costruita dalle mani sapienti di ottimi artigiani e curata da un vero uomo di mare ora spetta a noi mantanerla e farla vivere e navigare come merita.



Modello: cutter in acciaio di 15m Dislocamento: 22 tonnellate 2 cabine matrimoniali a poppa, 1 cabina matrimoniale a prua e 2 WC serbatotio gasolio: 600l serbatoio acqua: 1000l timone a vento Wind Pilot Pacific Plus 2 pannelli solari da 80W 1 generatore eolico 1 generatore da 3 kW paguro dissalatore da 30 l/h spectra Disegnato da: Carlo Sciarrelli Anno: 1988 Cantieri: Zennaro Venezia



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Verso il Settimo Continente con una bambina: sicurezza a bordo e voglia di evadere Esiste un Settimo Continente? Certo! C'è un continente, il mare, in cui vivono migliaia di persone. Un continente dove si parlano più lingue che in qualsiasi altro, il più esteso, il più affascinante. In questo continente vive una comunità di persone che ha come ragione di vita l'esplorazione, la conoscienza e l'amicizia , il tutto, intensamente e senza interessi e compromessi. E' la comunità dei giramondo a vela a cui noi ambiamo far parte. Una cosa molto importante in viaggi come questi è senza dubbbio la sicurezza, anche per la piccola Blu che a bordo deve essere sempre ben imbragata. Niente pericolo a giudicare da queste foto.

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video: Blu passeggia su Isola Bianca II


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