2012 09 Articolo: La Maddalena zavorra i conti del turismo della Marcegaglia

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ECONOMIA 02/09/2012 - LA SOCIETÀ DEVE RINEGOZIARE IL PRESTITO La Maddalena zavorra i conti del turismo della Marcegaglia

Emma Marcegaglia, ex presidente di Confindustria

Le strutture dell’isola restano chiuse Perdite a 6,2 milioni per la Mita Resort

MILANO

L’albergo a cinque stelle è rimasto chiuso anche questa estate, l’area destinata al porticciolo è transennata. Con l’inchiesta sulla cricca del G8 e le bonifiche ambientali imposte dai pm che avevano messo sotto sequestro i fondali, i progetti di riconversione turistica della Maddalena, in Sardegna, sono stati bloccati. Facendo perdere fior di quattrini alla ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che attraverso la Mita Resort srl di Pula (Ca) , gestisce per 60mila euro l’anno il Porto Arsenale con una concessione quarantennale e che nel 2010 ha anche completato il Maddalena Hotel & Yacht Club (96 camere di lusso all’interno del complesso immobiliare nato dalla riconversione delle basi militari). La stagione estiva è saltata, l’albergo è rimasto vuoto, i posti barca invenduti e le perdite per la Mita in tre anni sono lievitate: da 3,3 milioni del 2009 ai 6,2 milioni del 2011. Una bella grana per la ex numero uno di Confindustria e per il suo socio, al 50%: la Olli Resorts controllata da Andrea Donà Dalle Rose, fondatore di Porto Rotondo e socio storico della Marcegaglia nel business alberghiero, nonché azionista di maggioranza della Marzotto.

A poco sono serviti i buoni risultati dell’altra controllata, il Forte Village (62,7 milioni di fatturato). E lo stop alla Maddalena continua a zavorrare il gruppo: «Per quanto attiene alle strutture portuali e commerciali del complesso - si legge nella relazione sulla gestione allegata al bilancio – non sono state eseguite le operazioni di bonifica delle parti a mare e pertanto non si è potuto procedere alla realizzazione e attivazione di tutte le altre attività connesse e previste dalla concessione, causando un considerevole danno economico e di immagine alla nostra società». L’area marina è stata dissequestrata dal Tribunale di Tempio Pausania che ha completato le analisi sui fondali ma la Protezione Civile, che ha a suo carico l’esecuzione delle opere di bonifica, non ha ancora proceduto all’assegnazione dei lavori. Di conseguenza, «nel 2011 tutto il complesso ad eccezione dell’albergo è rimasto chiuso e si è deciso che per il 2012, non essendo state attuate le operazioni di bonifica, l’intero complesso non effettuerà alcuna attività alberghiera e commerciale». La Mita ha dovuto così rinnovare il contratto di finanziamento rotativo da 10 milioni per fronteggiare i picchi di fabbisogno durante la stagione di chiusura degli hotels. E soprattutto adesso è costretta a rinegoziare i 72 milioni presi in prestito da Intesa Sanpaolo e Mps.