2012 12 Articolo: Navalmeccanica In dicembre si decide sul fallimento

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Navalmeccanica In dicembre si decide sul fallimento 15 novembre 2012 — pagina 36 sezione: Nazionale

MIRA Navalmeccanica: ieri mattina il Tribunale di Venezia ha rinviato in udienza la decisione sul fallimento dell’azienda, al prossimo 19 dicembre. Il motivo? La possibilità avanzata dagli avvocati di Fiom Cgil e di Tecnolegno, in rappresentanza della nuova società che sta per rilevare Navalmeccanica, di trovare una soluzione che porti all’assunzione di molti più dei 17 dipendenti su 35 che il nuovo titolare Claudio Pasqualin aveva intenzione di prendersi in carico. Gli arretrati? Potranno essere pagati aggredendo un bene aziendale come uno yacht superlusso invenduto e mai consegnato da 5 milioni di euro. Navalmeccanica si trova in via Maestri del Lavoro a Gambarare, ha in forza 34 dipendenti, 22 dei quali hanno chiesto istanza di fallimento perché ad ora avanzano anche sei mesi di arretrati per una somma complessiva che ha sfiorato i 200 mila euro. Somma mai pagata dal proprietario Nelvio Ferretto. «Abbiamo deciso concordemente di prendere ancora tempo», dice l’avvocato Silvio Monticelli della Fiom Cgil, «per trovare una soluzione fra le parti che porti all’assunzione nella nuova società del maggior numero di lavoratori. Lavoratori a cui ovviamente andranno saldati i mesi arretrati non percepiti». Si tenta insomma un compromesso evitando che sia decretato ora il fallimento di una azienda che sta cercando di risollevarsi con una nuova proprietà. Intanto Stefano Boschini della Fim-Cisl puntualizza la posizione di questo sindacato. «Lo scorso venerdì», dice Boschini, «i lavoratori si sono riuniti in assemblea straordinaria, senza le organizzazioni sindacali esterne, per discutere lo stato della trattativa in corso. Al termine della riunione 23 lavoratori sui 27 presenti in azienda hanno liberamente deciso, scritto e sottoscritto un documento nel quale si afferma “la volontà e disponibilità a ridiscutere le posizioni prese precedentemente” . Abbiamo perciò condiviso il documento dei lavoratori che, nei fatti, ha stoppato un pericoloso e controproducente braccio di ferro con la proprietà. Braccio di ferro che per la Fim Cisl è alimentato dalla Fiom-Cgil.(a.ab.)