2013 02 Articolo: Tecnolegno Yacht, torna il lavoro

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Tecnolegno Yacht, torna il lavoro 03 febbraio 2013 — pagina 28 sezione: Nazionale

MIRA

La Tecnolegno Yacht, (l’azienda che ha rilevato la Navalmeccanica Veneta) mantiene le promesse e paga ai propri operai almeno metà degli stipendi arretrati . Sono stati chiamati al lavoro poi 17 degli operai, come previsto dall’accordo siglato dalla stessa proprietà. A dirlo è il responsabile della Fiom in Riviera e Miranese, Giuseppe Minto. Navalmeccanica ora ”Tecnolegno Yacht “ si trova in via Maestri del Lavoro a Gambarare, aveva in forza ultimamente 34 dipendenti. 22 lavoratori avevano chiesto istanza di fallimento perché avanzano otto mesi di arretrati per quasi 200 mila euro. «Sono stati pagati», dice Minto, «circa metà delle spettanze. Con gli avvocati della Cgil stiamo procedendo per verificare quanti soldi mancano al saldo delle spettanze di chi non è stato assunto dalla nuova ditta. Tutti gli arretrati devono comunque essere saldati. Ora non resta che riprendere il lavoro e lasciarsi alle spalle questo brutto periodo». Le tensioni nelle scorse settimane sono salite perché gli operai hanno accusato vecchia e nuova proprietà di non rispettare gli accordi. Secondo il dispositivo non sottoscritto dai sindacati, ma siglato dalle Rsu a dicembre, solo 17 lavoratori su 34 sarebbero dovuti essere presi in forza dalla nuova società. I 17 licenziati avrebbero dovuto almeno veder saldati i mesi in arretrato, entro il 31 dicembre. La data era scaduta ma di soldi e assunzioni fino a oltre metà gennaio non c’era traccia. A quel punto gli operai hanno occupato l’azienda. «L’occupazione», dice Minto, «si è conclusa con il rispetto degli accordi e il lavoro è ripreso con tante commesse. La proprietà potrebbe anche richiamare al lavoro entro il 2013 i lavoratori in mobilità». Su una cosa infine il sindacato vuol essere chiaro. «Speriamo», conclude Minto, «che la nuova proprietà non dia incarichi di rilevo all’ex proprietario Nevio Ferretto, in forza per qualche tempo come consulente, dato che ha portato l’azienda alla rovina». (a.ab.)