2014 04 Articolo: Truffa e appropriazione indebita Sequestrati 74 mln a imprenditore

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L'operazione della Guardia di finanza Truffa e appropriazione indebita Sequestrati 74 mln a imprenditore

guardia di finanza auto

Di Pierro è accusato di aver organizzato un sodalizio criminale dedito anche alla perpetrazione di reati tributari, appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta, riciclaggio

Un sequestro da 74 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore Giovanni De Pierro è avvenuto questa mattina, ad opera del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale riguardando 15 tra società e consorzi, partecipazioni societarie, automezzi, ma soprattutto disponibilità finanziarie, detenute in decine di conti correnti in Italia e all’estero. E’ la nuova operazione della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Roma per contrastare il fenomeno dei capitali accumulati illecitamente.

LE ACCUSE - Il sequestro, disposto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, è stato operato dai finanzieri del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) al termine delle indagini delegate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Giovanni De Pierro, classe 1950, emigrato formalmente a Barcellona (Spagna), accusato di aver organizzato un sodalizio criminale, operante principalmente nella Capitale e con ramificazioni in tutto il territorio nazionale e in alcuni stati europei e sudamericani, dedito alla perpetrazione di reati tributari, all’appropriazione indebita, alla truffa in danno di enti pubblici, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio/reimpiego di capitali illeciti, al trasferimento fraudolento di valori.

GLI APPALTI PUBBLICI - L’odierno sequestro è l’ultimo - in ordine di tempo - di una serie di provvedimenti che hanno colpito De Pierro al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate alla fine del 2012, nel cui ambito sono state confermate e rafforzate evidenze investigative, in precedenza acquisite in altra indagine di polizia giudiziaria, in ordine alla esistenza di un gruppo criminale, a struttura “piramidale” che, utilizzando il paravento di numerose società, formalmente amministrate da una vasta pletora di “prestanome”, è riuscito, nel corso degli anni, da un lato, ad assicurarsi un elevato numero di appalti pubblici (soprattutto nel settore dei servizi di pulizia) e, dall’altro, a sottrarsi al pagamento di ingenti somme dovute all’Erario, all’Inps, all’Inail ed agli Enti locali. Il tutto attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti ed avvalendosi di società che, dopo brevi periodi di operatività (due o tre anni al massimo), venivano cessate o poste in liquidazione, con contestuale nomina di “teste di legno” (talvolta stranieri) o, ancora, trasferite all’estero.

IL SEQUESTRO DI GENNAIO - Dopo il maxi-sequestro del 29 gennaio scorso, che aveva riguardato l’ingente patrimonio nella disponibilità di De Pierro, incluse 73 società italiane e 14 estere - per un valore complessivo di circa 277.000.000 di euro - le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno successivamente individuato e sottoposto a sequestro decine di conti correnti e polizze, nonché sviluppato ulteriori complessi accertamenti patrimoniali sul conto di 15 persone giuridiche, oggi sequestrate, operanti – prevalentemente – nei settori degli “altri servizi di sostegno alle imprese” e della “costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive”, riuscendo a disvelare una nuova complessa rete di intrecci societari e, quindi, ancora una volta, la riconducibilità delle stesse al medesimo Giovanni De Pierro. Tra queste il Consorzio nautico toscano, con sede legale a Roma e con cantieri a Rosignano Marittimo (LI) e Pisa, che realizza lussuose imbarcazioni da diporto con marchio Austin Parker.

SORVEGLIATO SPECIALE - In definitiva, gli accertamenti svolti hanno consentito di accertare come De Pierro sia riuscito nel tempo ad accumulare un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto ai redditi dichiarati. Tale quadro, insieme alla qualificata pericolosità sociale, ha permesso di richiedere ed ottenere, ai sensi del dettato normativo del “Codice Antimafia” D.Lgs 159/2011, l’applicazione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza ed il sequestro finalizzato alla confisca dell’intero patrimonio, direttamente o indirettamente riconducibile all'uomo. Patrimonio che, allo stato, è stimabile in complessivi 351.000.000 di euro, di cui circa 65.000.000 costituiti da disponibilità finanziarie giacenti su conti correnti e polizze in Italia e all'estero.

CRONACA Martedì, 15 Aprile 2014