Articolo: Naufragio e morte di sei velisti nel golfo del Leone

Da NAUTIPEDIA.

http://nuke.oversea-uisp.com/Naufragi/Storianaufragi1/1995Parsifal/tabid/250/Default.aspx

testo:

Naufragio e morte di sei velisti nel golfo del Leone


Novembre 1995


Il PARSIFAL era una barca in legno progettata da Carlo Sciarrelli e costruita a Rimini dal cantiere Carlini, curata sotto ogni dettaglio era una vera “Signora” dei mari. Qualsiasi marinaio su questo yacht e con intorno a se quell’equipaggio si sarebbe sentito sicuro e pronto a solcare tutti i mari del pianeta; ciò che è accaduto quella notte può essere solo la dimostrazione della forza della natura rispetto ai limiti umani, che si manifestarono negli errori e nella disorganizzazione del comitato della regata e purtroppo, forse, anche per una fatale disattenzione dell'equipaggio.


IL Parsifal Nel 1995 doveva partecipare alla Transat Luciano Pedulli, Daniele Tosato, Francesco Zanaboni, Mattia De Carolis, Giorgio Luzzi ed Ezio Bellotti sono gli indimenticabili velisti che la sera del 3 novembre 1995 il mare ci ha strappato via.

A bordo del PARSIFAL c’erano anche Andrea Dal Piaz, Carlo Lazzari Agli e Giordano Rao-Torres scampati a 18 ore terribili passate in acque gelide tra la furia delle onde nel Golfo del Leone.

Era una tappa obbligatoria di trasferimento e non la vera regata, per cui sembra ancora più insensata questa tragedia.


Forse la perdita di vite umane si poteva evitare, se l'equipaggio fosse stato preparato alle dure condizioni di quella traversata; indossare sempre i giubbotti di salvataggio,e soprattutto tutti svegli e pronti al peggio, magari con la zattera posizionata diversamente e gia' pronta in pozzetto, perche' prendere il mare, sia pure per una regata in novembre, nel Golfo del Leone,con un avviso di burrasca forza dieci, forse richiedeva qualche precauzione in piu' che non la cieca fiducia nell'imbarcazione, seppur splendida.


Fonte:Rete civica di Milano, email scritta da Cesare E. CARRARA: "-LA PREMESSA.- Due le manifestazioni che si svolgevano in contemporanea con rotta per il Leone: la Transat des Passionnés (25 imbarcazioni, destinazione Tenerife) e la Transat des Alizés (29 imbarcazioni, destinazione Casablanca). Flotte composte (essenzialmente) da diportisti su barche (praticamente) di serie attrezzate per una traversata atlantica lungo gli Alisei.

-Il METEO.- 01/11 = 12:00 la situazione meteo (Wefax) è senza particolari anomalie, ma la previsione a 24 ore segnala l'imminenza del pericolo (rapida diminuzione della pressione sul Golfo di Genova). Météo France, in sciopero, segnala via Minitel agli organizzatori della T.des P. una generale minaccia di colpo di vento sul Leone/Corsica da W forza 7-8 a partire dalle 21:00 e rinforzi successivi sino a tempesta 9. Météo Consult fornisce una proiezione a 5 giorni: aumento del vento da ponente con raffiche forza 7 dalla mezzanotte (tra il 01 ed il 02), tendenza 8 con raffiche a 11 dalle 12:00 del 02; forza 7 il 03 con raffiche a 9; forza 6 con raffiche 8 poi in calo il 04. Il previsore di Météo France, distaccato in appoggio alla T.des A., al briefing del mattino segnala per il Mar di Corsica forte colpo di vento in serata e forte regime da NW per il 02 con mare da agitato a molto agitato; il Comitato Promotore consiglia vivamente ai partenti di trovare ridosso alle Porquerolles in attesa di un miglioramento delle condizioni.

02/11 = 12:00 situazione (Wefax) esplicita: gradiente barico impressionante che conferma l'avviso di forte colpo di vento emesso da Météo Consult. Météo France, che ha continuato a fornire i BMS per il largo (i nostri Avvisi di ...) a Marsiglia Radio (ogni ora ai 30', in HF e VHF), segnala un colpo di vento da NW 7-8 a 9 per Leone/Corsica, localmente 10 a Bonifacio.

03/11 = i Bulletins Météo Spéciaux restano praticamente invariati ma con estensione della zona interessata alle Baleari e Sardegna.

Non conosco il contenuto dei bollettini italiani, non ero in mare (per fortuna) e chi mi conosce sa che non li ascolto considerandoli inaffidabili: nondimeno sono sicuro che, almeno il 02, abbiano segnalato il peggioramento.

-I DRAMMI- 02 tarda serata = l'imbarcazione CRISTALLIN disalbera, l'equipaggio (3) recuperato da un elicottero francese.

-03/11 primo pomeriggio = il PARSIFAL affonda, 3 naufraghi salvi, 1 deceduto, 5 dispersi, impegnati 2 aerei e 2 elicotteri francesi sino al 05/11.

04/11 notte = il catamarano BAYETTE scuffia, in mattinata recuperato un naufrago, 4 i dispersi, impegnati un aereo ed un elicottero francesi.

04/11 primo pomeriggio = l'imbarcazione NGOR in difficoltà, assistita da un elicottero italiano su richiesta francese, 2 persone recuperate da un cargo.

04/11 pomeriggio = l'imbarcazione RUSKAL (estranea alle regate) è in difficoltà, 5 persone recuperate, impegnati 1 aereo e 1 elicottero italiani.

04/11 11:00-21:00 = l'imbarcazione NAIACO disalbera, localizzata durante le ricerche del Bayete, l'equipaggio (3) recuperato da un elicottero francese.

Bilancio: 17 salvati, 1 deceduto, 9 dispersi=10 morti (6 italiani)!

Bayette, una delle tre (su 16) barche partite da Hyères, si era ridossata a Porquerolles poche ore dopo la partenza per poi riprendere il mare il 03; il cantiere ha precisato che 120 unità della stessa famiglia solcano i mari del mondo e questo è il primo caso di scuffia (lo scafo è stato recuperato e raddrizzato), dai primi dati pare confermato il forza 9 e si parla di punte di 80 nodi (!!!) di vento e onde da 8 metri (in Mediterraneo secondo me frangono prima, però sta di fatto che un cat da 13.5 m. ha scuffiato...).

-I COMMENTI.- Chi non era in mare in quelle condizioni è meglio che si astenga dal farne. Oppure può andare su questo sito al racconto di un incosciente nel Golfo del Leone, storia marinara per capire che cos'è il Golfo del Leone.


-LE CONSIDERAZIONI.- Alla domanda di un amico, non velista, ho risposto che uscire in mare con quelle previsioni non equivale assolutamente al suicidio, ma certamente a cercarsi una situazione estremamente scomoda dove tutto deve filare liscio.

Possiamo forse -e con la necessaria umiltà ed il dovuto rispetto- azzardare misurate perplessità sulle decisioni di chi (partecipanti ed organizzatori) non ha ascoltato le raccomandazioni e/o i segnali provenienti da più parti: soprattutto dobbiamo riflettere -ed imparare- che in condizioni limite non esistono margini di recupero e che l'aiuto esterno non può essere considerato una certezza, bensì una scommessa."

Fonte Nautica on Line Articolo di Paolo Venanzangeli:


"Golfo del Leone maledetto! Non si era fidato di lui neanche Bernard Moitessier che, dopo aver navigato in lungo e in largo per i mari del mondo, dovendosi recare in Francia, preferì ormeggiare la sua barca nel sud della Spagna. La lunghissima valle del Rodano convoglia il vento sparando nel mare il terribile Mistral. Così la situazione di vento media è di oltre trenta nodi, che aumentano spesso fino a superare i cinquanta, con il mare che ribolle, formando un'onda corta e fastidiosa che va aumentando sempre più di altezza, man mano che il fetch si allunga. Ma tutto ciò, in condizioni normali, non impensierisce gli scafi a vela, in grado di affrontare qualsiasi tipo di avversità meteorologica. Anche se di episodi tragici se ne ricordano, come quella tragica sparizione, volendo rimanere in zona, di «Ariel» affondato in pochi secondi, insieme al suo equipaggio, durante una edizione della Settimana di Marsiglia.


La tragedia più grande fu però quella del Fastnet del 1979, quando la flotta di oltre trecento imbarcazioni fu investita da un fortunale, vicino alla costa irlandese, molte barche affondarono e quindici velisti persero la vita. Il fatto è che in tutti gli avvenimenti del mondo esistono situazioni anomale: la piena di un fiume, l'eruzione di un vulcano, una frana, una valanga, un'onda che si erge al disopra delle altre, per frangere e ricadere in quell'attimo, con quella angolazione, in quel punto preciso della barca, abbattendo l'albero, portando via l'autogonfiabile, aprendo una falla in cui le onde successive entrano riempiendo lo scafo che, appesantito, in poco più di quattro minuti, affonda.


A galla qualche tanica, qualche parabordo, poca roba giusto per fare una zattera di fortuna, per aiutare il galleggiamento, reso così difficoltoso dalle onde, dagli spruzzi di acqua, dal freddo. Fortunatamente l'EPIRB fece il suo dovere, l'allarme fu lanciato, il primo aereo arrivò in vista dei naufraghi diciotto ore più tardi, quattro di più di quello che, a quella temperatura, prevedono le tabelle di sopravvivenza massima. Tre naufraghi miracolosamente si salvano, di uno si trova il corpo, gli altri sono pietosamente chiamati dispersi. Una tragedia che induce a fare alcune considerazioni: dove va messa la zattera di salvataggio? In coperta come vuole la legge, in balia degli elementi, oppure all'interno, ben conservata e comunque facilmente estraibile in pochi secondi? (..si, così!!)Ce ne vogliono forse due? O meglio, non sarebbe il caso di regolamentare il posizionamento dei battelli di salvataggio come si fa sulle navi? E poi, se anche la giurisdizione sulle acque territoriali ha limiti ben precisi, non sarebbe meglio che potenzialmente fosse possibile una gara tra le varie capitanerie per arrivare per primi sulla posizione segnalata dai naufraghi? Doppi mezzi di soccorso, forse qualche probabilità di un arrivo più tempestivo in vista dei naufraghi, qualche speranza in più di trovarli ancora tutti vivi. Ed ancora, è mai possibile che per partecipare ad una riposante regata con caldi venti portanti, una regata che era nata con l'intento di traversare l'Atlantico in compagnia, per dare a tutti la possibilità di svernare ai Caraibi, quella che insomma è certamente una passeggiata alla ricerca di questa chimera della traversata, ci si debba trasferire tutti insieme, a date stabilite e quindi senza poter scegliere il momento più opportuno, proprio attraverso il Golfo del Leone".

Il ns. modesto commento:

Chi va per mare dovrebbe sapere che esistono onde che nessuna barca da diporto può sopportare. Esistono onde matte ad una certa distanza dalla costa che sono molto più alte delle altre, ripide e che se colpiscono la barca questa affonda in pochi minuti. Adesso con i satelliti "ESA" ed appositi programmi si possono vedere queste onde e non sono più leggende da marinai. Nel Mediterraneo sono più rare, ma non così inusuali, per cui quando si va per mare si deve sapere, essere preparati, per quel che conta ovviamente facciamo il caso di una barca in charter che non ha tutta quell'attrezzatura Epirb ecc e poi bisogna...... non essere lì al momento sbagliato.....punto e basta!


Ma come si genera il MISTRAL? Fonte: Meteogiornale

Articolo di Giovanni Staiano


"E' un vento forte, freddo, secco e tempestoso vento settentrionale. Il mistral soffia con notevole frequenza, soprattutto nel semestre freddo, nei paesi del Mediterraneo centro-occidentale, Italia compresa, nel nostro paese prende il nome di maestrale e interessa soprattutto la Sardegna, ma è particolarmente frequente e intenso nella bassa valle del Rodano, nella Francia sudorientale, dalla quale esce violento nel Golfo del Leone.

Questo vento può persistere per diversi giorni e raggiunge i suoi picchi più intensi quando vi è una depressione sul Golfo di Genova o sul medio-alto Tirreno, contrapposta a un'alta pressione centrata sull'Europa occidentale. Più forte è il dislivello barico, più elevata è la velocità raggiunta dal mistral. Ricordiamo il recente episodio del 13 novembre 2004, quando grazie a una situazione barica come quella descritta, con dislivello barico di oltre 30 hpa in poche centinaia di chilometri, le raffiche di mistral hanno raggiunto le 64 miglia orarie a Orange.

La massa d'aria che raggiunge il Mediterraneo con il mistral è in genere aria polare marittima, convogliata verso le nostre latitudini da pulsazioni settentrionali dell'alta pressione oceanica. =Quando l'alta pressione presenta una protuberanza verso la regione germanica, come appunto il 13-14 novembre 2004, la massa d'aria che scende lungo la valle del Rodano assume una connotazione più continentale ed è quindi in genere secca. =Quando l'alta, invece di distendersi verso nordest, si allunga ancora più a nord, verso l'Islanda, l'aria polare marittima giunge sulla regione francese direttamente dal Mare del Nord, quindi è un po' più umida e instabile. In quest'ultimo caso i fenomeni associati al mistral restano comunque limitati in territorio francese, ma diventano importanti in Italia, venendo la fenomenologia esaltata dal passaggio della massa d'aria sulle acque del Mediterraneo.

Relativamente al 2004, possiamo ricordare il mistral del 29 gennaio, con i nuclei di instabilità manifestatisi in Toscana con notevole nuvolosità cumuliforme e rovesci nevosi e di graupel fino in pianura, e quello del 28 febbraio. In quest'ultimo caso l'aria polare marittima umida uscente dalle foci del Rodano alimentava una profonda depressione sull'alto Tirreno, da cui sono scaturite precipitazioni intense sul nostro versante tirrenico, nevose fino a quota molto bassa, mentre il giorno seguente, pur essendosi allontanato verso est il minimo al suolo, le stesse regioni, stante il proseguire dell'afflusso di aria polare marittima dalla valle del Rodano, hanno visto fiorire cumuli a evoluzione diurna con rovesci e temporali di neve anche sulle coste, come a Marina di Carrara e a Cecina.

Il mistral può raggiungere con relativa facilità i 130 km/h nel delta del Rodano, mentre difficilmente va oltre i 70 km/h sulle coste. Ovviamente l'effetto di incanalamento (effetto Venturi) nella valle gioca un ruolo importante nell'incrementare la velocità del vento."

Giovanni Staiano