BAGLIETTO

Da NAUTIPEDIA.

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La storia dei Cantieri Navali Baglietto accompagna la nascita e lo sviluppo della nautica italiana anticipando scelte e soluzioni tecnologiche in seguito spesso adottate dagli altri competitors.

Dallo storico cantiere di Varazze, fondato nel 1854 da Pietro Baglietto, sono scesi in acqua scafi a vela che hanno dominato i campi di regata fra le due guerre, scafi a motore che, negli anni Cinquanta e Sessanta, hanno stabilito record di velocità imbattuti per decenni, scafi militari le cui carene d’avanguardia hanno costituito, dopo il conflitto, la base di sviluppo dei motor-yacht moderni.

Baglietto ha concepito, nei primi anni Ottanta, il primo megayacht in alluminio ad alte prestazioni, capace di superare i 35 nodi, e all’inizio degli anni Novanta il primo open di grandi dimensioni, di circa 29 metri.

Oltre all’innovazione tecnologica, anche lo stile Baglietto ha condizionato l’industria dello yachting imponendo un linguaggio espressivo e un design che ha caratterizzato lo sviluppo dei motor-yacht negli ultimi cinquant’anni.

Le serie delle isole: ELBA ,ISCHIA ,CAPRI ,MINORCA ,MAIORCA e quella successiva dei motor-yacht bianchi siglati “M” hanno traghettato il nome Baglietto anche lungo le coste americane.

Oggi come allora lo stile Baglietto continua a imporsi a livello mondiale: con la linea degli yacht plananti in alluminio di 30-42 metri, con gli hard top in alluminio di oltre 30 metri e con i mega-yacht dislocanti e semi-dislocanti in acciaio di 40-60 metri.

Primi al mondo, nel 1906 i Cantieri Navali Baglietto costruirono un motoscafo con le ali, progenitore del moderno aliscafo. Vincenzo Vittorio Baglietto, laureato in ingegneria navale e meccanica a Glasgow, introdusse l’applicazione della scienza alla progettazione e indirizzò molti sforzi nella costruzione di barche a motore da corsa, con cui conquistò numerosi record mondiali di velocità. Esempi degni di nota sono il MAS sportivo che nel 1938 stabilisce il record mondiale di velocità delle 3-6-9-12 miglia oltre ad aver abbattuto il record dell’ora e il Lia III, che con un motore Isotta Fraschini da 330 Cv è stata la prima imbarcazione italiana superare i 100 Km orari, record mondiale nella sua categoria.

Tra le imbarcazioni a vela va ricordato il S/Y BONA, 8 metri Stazza Internazionale, che ha ottenuto il maggior numero di successi di quel tempo.

Il settore militare è sempre stato un punto di forza commerciale e un laboratorio di idee per Baglietto. Il primo conflitto mondiale aveva generato una grande richiesta di navi da guerra e a partire dal 1916 i Cantieri Navali Baglietto fornirono alla Regia Marina i famosi mezzi d’assalto MAS. Con Vincenzo Baglietto la produzione militare continuò anche con la costruzione degli MTM, i micidiali barchini esplosivi, fino ad arrivare nel 1937 alla costruzione di un nuovo MAS con carena a redan che raggiunse la velocità di 52 nodi, risultato strabiliante per l’epoca. Le linee d’acqua dei MAS costituiscono ancora oggi una base della carena dei motor-yacht. L’esperienza militare è continuata nel dopoguerra con la costruzione di guardacoste in legno e in alluminio dalle prestazioni eccellenti. Forti di un’esperienza militare senza confronto e di una struttura cantieristica di grandi dimensioni, negli anni Cinquanta i Cantieri Navali Baglietto diedero il via alla produzione dei primi motor-yacht di serie al mondo, con una gamma dedicata alle isole del Mediterraneo.

Iniziarono con l’ELBA di 12 metri di cui costruirono 42 esemplari.

Ma il successo, internazionale arrivò con l’ISCHIA, il 16 metri realizzato in 86 esemplari e il CAPRI di cui furono costruiti 12 esemplari. Molto eleganti e potenti per l’epoca, i grandi MINORCA di 20 metri, costruiti in 9 esemplari e l’ammiraglia MAIORCA di 22 metri di cui furono varati 3 esemplari. Negli anni Sessanta l’avvento del compensato marino consentì di applicare nuove tecniche costruttive, fra cui la prefabbricazione degli interni, studiata dall’architetto Paolo Caliari. Le carene dell’ingegnere Pietro Baglietto permettevano prestazioni sempre più brillanti. La serie “M” composta da cinque modelli, introdusse innovazioni di stile e di struttura che avrebbero modificato definitivamente le linee dei motor-yacht. Elemento dirompente fu la comparsa del fly-bridge, che permise l’utilizzo del tetto della sovrastruttura. Complessivamente furono costruiti 196 scafi serie “M” con ben 72 esemplari del solo modello 20M.

Con gli anni Settanta inizia l’era dell’alluminio, che caratterizzerà da quel momento in avanti la produzione dei Cantieri Navali Baglietto.

Insieme all’alluminio vennero applicate soluzioni tecnologiche d’avanguardia, volte ad ottenere prestazioni eccezionali, come la propulsione a idrogetto sul CHATO, che consentiva ad un motor-yacht di 26 metri di raggiungere i 62,5 nodi di velocità.

Un interessante esperimento di produzione di alluminio in serie fu l’ ISCHIA 80, di 16,50 metri come il suo progenitore in legno, costruito in 16 esemplari.

All’inizio degli anni Ottanta Cantieri Navali Baglietto si impegna anche nella costruzione di megayacht, secondo la concezione attuale del termine. ADLER , progettato da Alberto Mercati, fu il primo megayacht moderno della storia. Lungo 35 metri, spinto da idrogetti era in grado di raggiungere una velocità massima superiore a 36 nodi. Un’altra costruzione assolutamente innovativa è stato OPUS , disegnato da Francesco Paszkowski. primo grande open sportivo di 29 metri, che poteva navigare a 40 nodi. Con MAFFY BLUE , varato nel 1991 e costruito interamente in alluminio, Aldo Cichero introduce una svolta stilistica radicale nel linguaggio del mega-yacht planante. 33 metri di lunghezza fuori tutto, 30 nodi di velocità massima, MAFFY BLUE coniuga una linea - che farà scuola - con interni lussuosi, creando un nuovo standard nel segmento. Ancora Aldo Cichero riconferma le linee decise e definite di MAFFY BLUE, applicandole a una dimensione più contenuta. 30 metri fuori tutto, 30 nodi di velocità, il motor-yacht ALBA , interamente in alluminio, è stato varato nel 1993.

Con questa conferma stilistica nasce il concetto di “serie”, che verrà sviluppato nella produzione attuale.

Dal 1996 i Cantieri Navali Baglietto entrano in una nuova fase dinamica. Con l’acquisizione del cantiere Ferrari di La Spezia, aumentano considerevolmente la capacità produttiva e danno il via alla costruzione di una serie di modelli dislocanti che costituiscono già un riferimento nel panorama mondiale dello yachting, come i plananti lo sono da sempre. Nel 2004 i Cantieri Navali Baglietto sono stati acquisiti da Gruppo Camuzzi che li ha trasformati in una realtà internazionale. Cantieri Navali Baglietto contava su due siti produttivi:

La sede storica di Varazze con 19.000 metri quadri fronte mare, di cui 10.000 coperti, dispone di 5 capannoni con accesso diretto ad un piazzale attrezzato per il varo. Qui sono state recentemente concluse le opere di pavimentazione dei piazzali ed è stato interamente rinnovato il bacino di alaggio. Entro i prossimi anni saranno riedificati i capannoni e la palazzina degli uffici.

La sede di La Spezia con 32.000 metri quadri fronte mare, di cui 8.000 coperti è dotata di uno dei più grandi travel lift del Mediterraneo (720 t). Le imbarcazioni attualmente in costruzione sono 16, a partire da 41 metri fino a 58 metri di lunghezza fuori tutto.

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GASPARE BORGHINI , ex Amministratore Delegato

TRACK

  • 2013 MAGGIO Varato MONOKINI. Primo yacht della nuova gestione
  • 2011 NOVEMBRE Acquista definitivamete marchio e stabilimento di La Spezia il Gruppo Gavio
  • 2011 GIUGNO SALTA L'ACCORDO CON BALDUCCI-OVERMARINE
  • 2010 SETTEMBRE SUBENTRA NEL CONCORDATO il gruppo OVERMARINE
  • 2010 LUGLIO CAMUZZI lascia la nautica ARTICOLO: CAMUZZI LASCIA LA NAUTICA
  • 2004 Il cantiere viene acquistato da CAMUZZI NAUTICA
  • 1996 Acquisizione del cantiere FERRARI a La Spezia
  • 1995 Acquista in liquidazione da Moretti un gruppo di imprenditori guidati da GUIDO ORSI. GASPARE BORGHINI nominato amministratore delegato
  • 1993 GIANPIERO MORETTI ACQUISTA IL CANTIERE da LEOPOLDO RODRIQUEZ, ma pesanti perdite gli impongono di cedere nel 95
  • 1991 Varo di MAFFY BLUE di Aldo Cichero che impone al mercato nuovi standard stilistici
  • 1987 varo di ADLER il MY disegnato da Alberto Mercati di 36 metri in alluminio con idrogetti. Superò i 36 nodi
  • 1986 1986 AL FAHEDI.jpg varo della barca più grande mai costruita dal Cantiere :Il BAGLIETTO 46 M AL FAHEDI progettato da GIANNI ZUCCON
  • 1983 LEOPOLDO RODRIQUEZ della Rodriquez Shipyard di Messina rileva il cantiere
  • 1938 Record mondiale di velocità (oltre i 100 Km/h)
  • 1916 inizio della fornitura alla Regia Marina dei MAS
  • 1881 nonno PIETRO BAGLIETTO ottiene la concessione di un'area sull'arenile di Varazze; inizia l'epopea BAGLIETTO.
  • 1854 Data di nascita del cantiere a cura di "nonno" Pietro Baglietto detto " el muntagnin"

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