Recensione: UGO COSTAGUTA (Voltri 1869 - 1903)

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UGO COSTAGUTA ( Voltri, 1869-1903). a cura di Andrea BOCCONE

Oggi, anni Duemila, ci meravigliamo molto nel vedere regatare davanti lo specchio d'acqua di Voltri, bambini di otto anni ma, già molti anni prima, nel 1876, un intrepido bambino, affrontava gli stessi pericoli di quelli di oggi. Parliamo di Ugo Costaguta, figlio dell'Assessore, garibaldino di Mentana (1867), costruttore edile, Francesco Costaguta. Ugo, divorato dalla passione della Vela, appena compiuto i dodici anni si mise alacremente a costruire una barca da regata del tipo Jole, un cutter di 5 metri con chiglia profonda con il quale, accompagnato dal padre, si reca a gareggiare e vincere regate a Varazze, Alassio, Nizza. In queste regate gareggiava anche un altro voltrese suo coetaneo, Simone Fava, rampollo di una famiglia di costruttori navali con il quale, spesse volte si dividevano le vittorie e, naturalmente le sconfitte. Il grande capitano voltrese Enrico Alberto D'Albertis (1846-1932) e il fratello Domenico, seguivano con interesse non solo sportivo, il formarsi di questi due studenti della scuola nautica di Genova dalla quale uscirono con la patente di Costruttori Navali di Prima Classe. Nel 1891 comincia, in D'Albertis, a maturare l'idea di rifare il viaggio di Colombo. Nel 1892 Per le Colombiadi fa costruire dal Costaguta i tre modelli di caravelle che ora si trovano al museo navale di Pegli. Nel 1894, il marchese Ippolito Cataneo, si fa costruire Draphin da 1 tonn. Che, con al timone Simone Fava batte in Costa Azzurra le migliori barche della sua classe. Nel 1895, Ugo costruisce Lailò per i Dufour. Nel 1896 è la volta di Ines per il commendator Benedetto Vercellone (Lago Maggiore). Nel 1896, deve, per forza di cose mettersi a produrre seriamente e fonda, in società con Fava, il Cantiere che prende il suo nome. Vengono in ordine: Houary, Albatros, Alga, Corsaro, Eros. Nel 1898 vara Viperina per Giulio Guaita. La notorietà è in aumento. Per Filippo Tassara va in mare Lohengrin. Stesso anno Evaristo Testa vara la Famosa Nandana e Balbo Bertone, Gianduia. Nel 1899 toccano il mare Ilva di Tonietti, Lygia di Tassara. Ormai famoso anche oltre confine, riceve la visita di S.A. Luigi Amedeo Savoia Aosta detto il Duca degli Abbruzzi che gli commissiona Nella di lunghezza 14 metri per 5 tonn. Il duca la mette Alla dirigenza dello skipper marchese Roberto Lubelli di Serrano, suo aiutante di Bandiera, allora tenente di Vascello. Ugo, non fidandosi dei marinai della marina militare, impone equipaggio interamente voltrese, con al timone Cosimo Boccone (Nu féèmé fa n'a brutta figua! Nu ve cunven!). E' la carta vincente. Il 16 marzo 1901 a Sanremo, vince la Coppa del Ministero della Marina; Il 3 agosto nel Tigullio, vince la Coppa del Presidente; 4 agosto vince la Gara Paraggi. Il 14 aprile 1902 si vara "Artica" del Duca degli Abruzzi che, con lo stesso equipaggio di Nella, diretto questa volta da Lui stesso e dal cap. Ernesto Cosci, vince a Marsiglia la famosa Coppa di Francia. Nell'inverno 1903 scende in mare Leda dalle cento vittorie ma, il suo disegnatore è a letto da pochi giorni, si dice che, giorni prima del varo, tramite grù alzarono la chiglia fino alla sua finestra per averne la sua approvazione. Muore nel pomeriggio del 15 giugno 1903, mentre gli viene comunicata l'ultima vittoria di Leda, aveva solo 34 anni... Viene sepolto nel cimitero del Leira; La sua opera verrà proseguita dal fratello Attilio Costaguta. Fra le altre barche a vela da lui costruite, si distinsero: Amazone, Babelina, Briséis, Calliope, Cantieri di Voltri, Cesarina, Cigno, Cita, Corsaro rosso, Còte d'Azur, Cotia, Doris, Folletto, Gea, Hellé II, Hidalla, Kamed. La sua vita è il volo di un Albatros che non si posa mai. Raggiunse un'altezza e una prospettiva a volo di uccello per la contemplazione, dalla quale poteva cogliere che tutto procedesse secondo le sue previsioni; che ogni "pezzo" raggiungesse la perfezione; che ogni suo Mastro d'Ascia fosse migliore dei colleghi francesi; che ogni equipaggio scelto da lui fosse superiore ai più nomati norvegesi; che . la tisi, gli concedesse ancora un piccolo lazzo di tempo. Per tutti questi e altri motivi sarà sempre ricordato come "Il Poeta del Mare".